venerdì 16 ottobre 2009

250 anni di Astronomia a Torino

Il torinese o il turista a Torino
che si reca in via Po
per gustare
un gelato di Florio, e poi visita
il museo
Egizio e fa due passi
in piazza Castello, nel suo

pomeriggio, passa accanto
ai punti storici della
nascita
e dello sviluppo dell'astronomia
a Torino.


La mostra "Osservar le stelle"
a Palazzo Lascaris
e Palazzo
Bricherasio percorre questo
itinerario
nel tempo, facendoci
vedere, attraverso immagini,
filmati,
strumenti e documenti antichi come, dalle prime
osservazioni di padre Beccaria, compiute da una
torretta sui tetti di via Po, poi con la sede dell'Osservatorio
sui tetti del Palazzo dell'Accademia delle Scienze ed infine
dopo un ulteriore trasferimento sopra Palazzo Madama,
si sia giunti alla sede attuale dell'Osservatorio Astronomico
sulle colline di Pino Torinese.


La mostra, organizzata dall'Osservatorio Astronomico di Torino,
in collaborazione
con la Fondazione Palazzo Bricherasio e con
il sostegno del Consiglio Regionale del
Piemonte e il patrocinio
dell'Unesco, si propone di celebrare i 250 anni di
Astronomia a
Torino, partendo da quel 1759 in cui Beccaria, affermato fisico

sperimentale, fece le sue prime osservazioni astronomiche.
Queste celebrazioni cadono nell'Anno Internazionale
dell'Astronomia, proclamato
dal'Unesco in occasione dei
400 anni dalle prime osservazioni astronomiche compiute

da Galileo, e a 40 anni dallo sbarco dell'uomo sulla luna.

Congiunzione di ricorrenze molto densa, dunque, quella del 2009.

Chi visita la mostra puo' seguire il percorso storico e scientifico
con i
collegamenti alla storia torinese, intrecciata con le vicende
e la politica della
casa Reale. Sono evidenziate anche le richieste
e il supporto agli astronomi da
parte dei sovrani, interessati e
incuriositi dalla nascente astronomia moderna,

nonche' le richieste (a volte in forma di 'supplica') degli
astronomi ai re. Dai
documenti autentici si puo' inoltre scoprire
la dialettica degli scienziati che
lavorarono a Torino con la
vita accademica e scientifica in altre universita', in

particolare con i francesi.
Oltre a sontuosi cerchi meridiani, cannocchiali e teodoliti,
non mancano curiosita' come ad esempio la ricostruzione
di un antico studio di
lavoro o strumenti piu' particolari come
un barografo, un anemometro o il cronografo
a secco, che integro'
come strumento ausiliare il vecchio pendolo, che era

utilizzato da solo quando le osservazioni astronomiche erano
compiute "ad occhio e
orecchio", vale a dire associando i tempi
delle osservazioni ai battiti scanditi dal
pendolo stesso e contati
mentalmente...(in esposizione anche alcuni bei pendoli

antichi, uno dei quali realizzato dallo stesso orologiaio che fece il
Big Ben di
Londra).

A Palazzo Lascaris, oltre ai telescopi piu' grandi, sono esposti
anche modelli di
moderne sonde spaziali fornite dalla Thales
Alenia, per concludere la passeggiata
nella storia e nelle vie
di Torino con l'Astronomia d'avanguardia, nella quale i

ricercatori del'Osservatorio di Torino sono fortemente impegnati.

Al bookshop di Palazzo Bricherasio e' anche disponibile un
ghiotto catalogo
dell'esposizione, curato dalla sottoscritta,
corredato da articoli di storici,
studiosi di Storia della Scienza
e astronomi, dove il lettore potra' trovare una

miniera di informazioni, immagini e curiosita'.

Anna Curir